Un’opportunità, un investimento civico, un esercizio di democrazia

Questa sera il Consiglio comunale di Terzo di Aquileia ha approvato a maggioranza la delibera per dare il via libera al progetto di fusione. Non abbiamo detto sì a priori alla fusione, abbiamo permesso l’approfondimento del tema che verrà poi valutato dai cittadini. Qui trovate le dichiarazioni di voto depositate, di seguito invece pubblico la mia, se vi va di leggerla. 

Si tratta di un’opportunità di crescita, se sapremo coglierla.

Gentile Sindaco, colleghi Assessori, componenti del Consiglio comunale

Quella che ci apprestiamo ad approvare questa sera è, senza troppi giri di parole, una grande opportunità per la nostra comunità. Non mi riferisco solamente alla fusione di per sé, sulla quale tornerò, ma su cui avremo modo di confrontarci nei mesi a venire, approfondendone rischi e benefici.

La grande opportunità che ci apprestiamo ad affrontare, invece, sta nell’occasione di confronto che stiamo costruendo. I prossimi dodici mesi ci daranno la possibilità di riflettere sulla nostra identità, su cosa significhi, sulle nostre aspettative e le nostre ambizioni, su quali sono gli insegnamenti che i nostri anziani sapranno darci, o che ci hanno dato, e quali invece le visioni e le necessità delle nuove generazioni.
Quello di questa sera è solamente il primo passo, quello che darà il via al processo partecipativo, al coinvolgimento della popolazione, agli approfondimenti sulle strutture amministrative e dei bilanci comunali, necessari per poter decidere con consapevolezza e in autonomia al momento del voto referendario. Il tema, lo sappiamo, è assolutamente delicato e va affrontato con la massima cura e serietà, in maniera laica e soprattutto non ideologica. Ed è ciò che ci promettiamo di fare.

La crescita di una comunità passa anche attraverso questi momenti di riflessione, e sarebbe folle non approfittarne, o voltarsi a priori dall’altra parte, indipendentemente da quello che sarà il risultato finale del referendum. Le risorse che verranno stanziate non saranno “gli ennesimi soldi pubblici buttati al vento che potevano essere usati in altro modo” come già si comincia a sentire. Vanno visti invece come un investimento civico, verso i cittadini e la comunità intera, e investire sulle intelligenze e sul senso civico delle persone è ciò di cui, ora come ora, abbiamo maggiormente bisogno. Dobbiamo tornare a parlarci, ad occupare le piazze e le sedi di partito, a discutere, ad arrabbiarci, ad occuparci della cosa pubblica, come la nostra comunità, le nostre comunità, e il nostro territorio erano abituati a fare, qualche decennio fa. 

Marianella Sclavi, una delle maggiori teoriche della democrazia deliberativa in Italia, parla di quattro livelli di inclusività della democrazia. Il primo, quello che stiamo svolgendo noi in questo momento è il livello zero: ossia basato sui principi del diritto di parola, di contraddittorio e del voto a maggioranza. Questo livello, ovviamente, non può bastare per affrontare temi così delicati e complessi. A questo vanno ad aggiungersi i livelli successivi: il primo comprende l’ascolto e la consultazione, il secondo crea le condizioni per un apprendimento reciproco e collettivo; il terzo riguarda la stabilizzazione e diffusione di questi nuovi approcci, il loro entrare a far parte della “quotidiana amministrazione” della vita pubblica e della convivenza. Permette una crescita non solo per i cittadini ma anche per gli amministratori, i futuri tali, e per la struttura amministrativa.

E’ sbagliato dire che i gruppi di maggioranza dei due comuni hanno deciso di fondersi e stanno andando avanti per la propria strada. Non è solamente questo, e soprattutto non può bastare. Quello che i due Sindaci, supportati dalle rispettive maggioranze stanno proponendo, è un progetto per la crescita delle comunità, e spero che questo possa avere il sostegno di tutti i rappresentanti seduti in questo Consiglio comunale.

Se saremo in grado di cogliere questa sfida potremmo vivere i prossimi mesi come una grande festa di democrazia. Se dobbiamo utilizzare slogan banali o fomentare le paure dei cittadini allora sarà l’ennesima occasione persa. 

Sul motivo del perché è giusto fondere le strutture amministrative di due enti che arrivano chi di poco sopra, chi di poco sotto ai 3.000 abitanti, sulle maggiori capacità di spesa e di investimento (cosa di cui abbiamo assoluta necessità), sulla riduzione dei costi e su una migliore gestione dei servizi, senza per questo rinunciare alla propria identità, non voglio soffermarmi. E’ un tema che affronteranno sicuramente altri, e su cui avremo modo di discutere.

Posso però dire con certezza che chi ha governato negli ultimi anni si è reso conto delle difficoltà che ci sono oggi ad amministrare un piccolo comune. Mi rendo conto anche che è una cosa difficile da capire per chi era abituato ad altre epoche politiche. Governare è difficile. Lo è sempre stato. Ma governare in tempi di crisi lo è ancora di più. E solo chi ha a cuore la propria comunità pensa a riformare le cose, a dargli una nuova forma, è in grado di immaginare il territorio da qui ai prossimi trent’anni, di pianificare seriamente il futuro. Chi si oppone a priori pensa solamente a se stesso. Chi pensa solo all’oggi, o alla prossima scadenza elettorale, non fa nemmeno quello.

Al corso di psicologia all’università mi hanno insegnato che c’è un unico modo per coprire 9 punti su un foglio bianco con solamente quattro linee a disposizione. E a pensarci bene è anche un’ottima metafora sui tanti problemi che ci sono ogni giorno sul banco e le risorse limitate che si ha per affrontarli. Se non avete mai provato, fatelo. Bisogna uscire dagli schemi mentali che ognuno di noi si è creato per interpretare la realtà, è necessario cambiare paradigma, punti di vista se vogliamo risolvere i nuovi problemi. Non è difficile, basta abituarsi a farlo. Ripensare a se stessi e alla propria identità, ripensare alla struttura amministrativa a cui si è abituati, ripensare al territorio in cui si vive e al proprio posto nel mondo è una sfida per il futuro, una sfida che dobbiamo essere in grado di cogliere. E sarà soprattutto una battaglia contro i pregiudizi.

Ai nostri cittadini vorrei personalmente poter dare questa opportunità. 

Buon lavoro a tutti.


Alcune cose (belle) che non leggerete mai. Sul Messaggero Veneto

Ovvero: niente scandali, o violenza, o gente morta, o veli a scuola, o bambini di colore, o scippi nel metrò di Parigi. Tutte cose che hanno avuto più spazio di ciò che segue.

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Sarò veloce, passerò via breve. Solo che ci tengo a far sapere ad un pubblico un po’ più ampio di me stesso che cosa stiamo facendo nella Scuola di Terzo di Aquileia. E lo farò per punti, in modo da non annoiare nessuno, solo informazioni.

– il 13 marzo scorso, in occasione del P-greco Day, abbiamo (e dico abbiamo perché c’è lo zampino dei due Assessori under 30) organizzato a Scuola la prima Festa della Matematica.

– E’ mancato circa un anno fa un grande insegnante, una figura storica del tempo pieno a Terzo di Aquileia, il Maestro Piero Buosi che dal 1972 al 2004 ha dedicato tutto sé stesso ai bambini e alla scuola del nostro paese. La gara di matematica è stata pensata anche per lui, in suo ricordo.

– Oggi, venerdì 27 marzo, alle 11.30 a Scuola premieremo i bambini, divisi in gruppi e per età, vincitori della gara e ricorderemo il Maestro Buosi.

– La scuola sarà aperta ai genitori, per vedere i risultati dei giochi e i cartelloni preparati dai bambini, dalle 16.30 alle 17 dei giorni 27, 30, 31 marzo e 1 aprile, al termine delle lezioni.

– Comincerà lunedì 30 un corso di coding e programmazione per i bambini delle classi 3, 4 e 5. Voluto dal Comune, completamente gratuito e libero, con il prezioso supporto di alcuni volenterosi (e volontari) genitori e insegnanti della scuola. (Non fa notizia, ma dovrebbe farla).

– Al termine del corso organizzeremo un Coderdojo, probabilmente il 23 maggio. Che cos’è un Coderdojo?

– Ci tenevo a far sapere che la scuola, la nostra scuola, è aperta. Al mondo e alle associazioni. L’Auser ad esempio ha cominciato e terminerà la settimana prossima il secondo corso di informatica per over 65, visto il grande successo riscontrato durante il primo, e altri e nuovi progetti sono in cantiere per coinvolgere gli anziani e le nuove generazioni. Ma di questo ne parleremo la prossima volta.

– Ah si, ci sarebbe anche un mio virgolettato su quanto sia fondamentale far capire ai ragazzi l’importanza della logica e della programmazione per i loro futuri lavori, anche se non saranno ingegneri o programmatori. Ma questo non pretendo faccia notizia.

Tutto qui, sette semplici informazioni – senza scalpore – condensate in un comunicato stampa che allego qui sotto e che mai vedrà pubblicazione (se non nel piccolo riquadro cerchiato in rosso qui sopra). Sarebbe stato bello condividere queste cose, almeno in parte, con i miei concittadini e con voi, visto che poi tutti dicono che le cose si fanno ma non si riesce mai a farle sapere. Ecco, forse è il caso che vada a farmi derubare in qualche mezzo pubblico di qualche grande città.

 

L’ARTICOLO ORIGINALE.

Si svolgeranno venerdì 27 marzo alle 11.30, con la presenza degli Amministratori e della Dirigente scolastica, le premiazioni della “Festa della Matematica” organizzata il 13 marzo scorso nella scuola primaria di Terzo di Aquileia, in occasione della “Giornata mondiale della matematica – Pi greco Day” (14 marzo). La manifestazione, che ha visto coinvolti tutti i bambini delle dieci classi in una serie di gare a squadre con giochi di logica, organizzata con il duplice obiettivo di incoraggiare bambini e ragazzi allo studio della matematica attraverso esperienze motivanti e divertenti, ha rappresentato anche un’occasione per un ricordo e un omaggio al compianto Maestro Pierluigi Buosi, scomparso lo scorso anno, storico insegnante di matematica a Terzo di Aquileia, dall’origine della scuola a tempo pieno, nel 1972/73, per 32 anni fino al 2004, anno in cui è andato in pensione. L’iniziativa, nata e sviluppata dalla Maestra Miriam Pravisani, moglie del maestro e anch’essa insegnante alla scuola di Terzo, e dai due giovani Assessori comunali all’istruzione e alla cultura, Francesco Contin e Giulia Bidut, si concluderà con la mostra dei lavori svolti dai ragazzi, aperta ai genitori dalle 16.30 alle 17 dei giorni 27, 30, 31 marzo e 1 aprile.

Comincerà invece il 30 marzo un corso dedicato ai bambini delle classi terze, quarte e quinte, organizzato dal Comune con l’aiuto di alcuni genitori e insegnanti volontari sulla logica e il pensiero computazionale, in cui verranno insegnate le regole base dell’utilizzo del computer e i principi del coding e della programmazione, al termine del quale verrà organizzato un Coderdojo, un incontro aperto e gratuito in cui bambini e ragazzi di età compresa tra i 7 e 14 anni imparano a programmare, sviluppare siti web, app e giochi, divertendosi (info su www.coderdojofvg.it). Francesco Contin, assessore all’istruzione e innovazione, e Digital Champion locale spiega: «E’ fondamentale far capire ai nostri ragazzi l’importanza della logica e della programmazione, soprattutto in un Mondo che sta correndo velocemente in questa direzione. Non è necessario che tutti diventino ingegneri o esperti programmatori, ma i lavori del futuro saranno tutti fortemente influenzati dall’informatica e dall’utilizzo del digitale. A Terzo di Aquileia vogliamo dar la possibilità ai bambini di conoscere questi argomenti e di appassionarsi a queste cose, è un’opportunità che va colta per affrontare meglio il futuro».

L’attività all’interno della scuola non si esaurisce qui. Da quest’anno infatti l’aula informatica è aperta alle associazioni. L’Auser ad esempio comincerà in settimana il secondo corso di informatica per over 65, visto il grande successo riscontrato durante il primo, e nuovi progetti sono in cantiere per coinvolgere gli anziani e le nuove generazioni.

 


Aspettando domenica, in viaggio.

Metti che prenda un treno in direzione Milano alle 5.50 del mattino. Metti che sia un venerdì 23 maggio, penultimo venerdì di maggio, ultimo giorno di campagna elettorale. Metti che ci sia proprio una campagna elettorale da portare a termine, una di quelle difficili, di quelle un po’ sottotono, una di quelle che non sarebbe opportuno allontanarsi proprio l’ultimo giorno. E siccome su un treno senza wifi alle cinque di mattina non puoi far altro che star solo con te stesso e pensare, allora mi sono messo un po’ a pensare a quelle che sono state le ultime settimane, a come sono andate e a come andranno le prossime, forse.

 

Domenica, tra due giorni, si vota – di nuovo, ennesima volta degli ultimi 2/3anni, tra nazionali, regionali e primarie vere e primarie finte. Quasi che ti passa la voglia a forza di farlo, o che si prenda la cosa un po’ sottogamba, senza il valore giusto. Si vota, tra le cose, anche in un comune di meno di tremila anime, a cinque anni di distanza, sta volta si, dall’ultima volta. In cinque anni è cambiato il mondo parecchie volte, è cresciuta la rabbia e il malcontento delle persone, tutte nervose per qualsiasi cosa, tutte in cerca di qualcuno a cui dare la colpa, parecchie diventate violente, se non fisicamente almeno verbalmente, e con la testa. O se non proprio parecchie, sicuramente parecchie in più rispetto alla volta scorsa.

In cinque anni, molto probabilmente, sono cresciuto anch’io, rispetto ai 22 anni con i quali mi presentavo per la prima volta a prendere il voto di amici e parenti. A ventidue anni non te ne frega niente, fai le cose con l’ingenuità e l’entusiasmo giusto per fare le cose e farle bene. Andò bene, con soli 50 voti presi il mio posto in consiglio comunale e cominciai ad osservare, in silenzio, e a capire come funzionano le cose. In silenzio, perché sapete che sono una persona discreta. Parlo solo quando ho qualcosa da dire (e qui, se volete, trovate il mio ultimo intervento in consiglio comunale, quello di due giorni fa, l’ultimo della legislatura).

A quasi 27 le cose sono un po’ diverse. Non che sia maturo, ma un po’ di preoccupazione cominci ad averla. Preoccupazioni per tante cose, com’è normale che sia, nulla di grave. Preoccupazione di aver sbagliato qualcosa, preoccupazione che la responsabilità sia tua, o comunque indirizzabile a te, preoccupazione di non aver fatto abbastanza, o non troppo. Prendi pure che tutti i più polemici del tuo paesello di tremila anime si trovino simpatici tra loro, tutti d’un colpo. Ma tutti tutti. Quelli che sono talmente a sinistra che tu non vai bene, e se ne vanno a braccetto con quelli di destra. Quelli che destra e sinistra non esistono più, e fanno discorsi talmente fascisti che ti fanno venire i brividi. Quelli che non sono mai stati niente, e invece di farsi qualche domanda vengono ad insegnarti come si fanno le cose. Pure quelli che sono consiglieri regionali e non vedono l’ora di fartela pagare, in qualsiasi modo, perché hai minato la loro già scarsa autorevolezza.

E tutti con la bacchetta magica, pronti a risolvere ogni situazione. Con le facilonerie in tasca, le soluzioni non si sa. Tutti a gettar discredito, a fomentare il malcontento, ad agitar spauracchi da fine del mondo. Tutti ingegneri (e a me lo venite a dire, che con un ingegnere ci divido la vita?). Tutti progettisti, talmente bravi che fanno fatica ad impaginare un volantino.

Così stanno le cose. E mentre il treno continua ad andare a queste cose ci pensi eccome, e pensi se hai fatto bene, se hai fatto le scelte giuste, se ti sei circondato di persone valide. Beh, sì. Si sarebbe sicuramente potuto fare meglio e di più, accontentare tutti, fare tutti felici, dedicarglici più tempo.

Ma nemmeno per sogno. Se nel corso di cinque anni hai fatto delle scelte sicuramente hai scontentato qualcuno. La scelta sta nel decidere chi scontentare, sempre. E se ti ritrovi a maggio con tutti i polemici del paese contro allora vuol dire che tutto sommato non puoi lamentarti di quello che hai fatto. Se poi vivi in un paese in cui i polemici sono più del 50% degli elettori allora si sono cazzi, ma non puoi farci niente, si vede che si meritano di meglio. Ben venga. Si vedrà.

E pensare che la mamma a vent’anni ti diceva: non fare politica, che poi la gente, soprattutto nei piccoli paesi, parla male di te. E io cretino che come al solito non volevo ascoltarla.

 

Ora siamo qui, a due giorni dal voto, a qualche centinaio di chilometri da casa. E in cuor mio so come andranno queste elezioni. La gente di Terzo ha sempre avuto un gran cuore, un altruismo e una generosità non paragonabile al mondo in cui stiamo. So che anche se un po’ scontenti per mille cose, non tutte riconducibili al patto di stabilità, domenica sapranno fare la scelta giusta. Le due squadre non sono paragonabili, le due proposte non sono paragonabili. E’ solo il malcontento che confonde un po’ le idee. E il voto, si sa, è la cosa meno razionale che l’uomo abbia inventato.

E se per uno strano scherzo del destino le cose non andranno così il tutto sarà riconducibile ad uno di quegli errori che ogni tanto nella storia capitano. Uno di quelli che diventano mito, che a distanza di quarant’anni ti ricordi “di quella volta” in cui il mondo, anche solo per un attimo, ha cominciato a girare nel senso opposto. Pazienza.

Quanto a me, che volete che vi dica. Non so quanti voti potrò prendere. Quante persone vorranno darmi la loro fiducia. Come al solito, quando si ha troppo tempo a disposizione va a finire che non trovi il tempo che vorresti per dedicare ad andare a cercarti i voti. Certo è che se siete stati talmente pazzi e pazienti di essere arrivati fino a questo punto, beh, almeno un voto potreste darmelo. Altrimenti fa niente, amici come prima. Con un sorriso.

 

A domenica.


Un momento storico per Terzo di Aquileia

Il Consiglio Comunale di ieri, 30 settembre 2013, ha rappresentato un momento storico per la comunità di Terzo di Aquileia. La vecchia ‘Casa della Cultura e della Ricreazione’, o ‘Sala Nuova’ (ormai conosciuta da tutti come ex-Sala Nuova), costruita negli anni ’50 con il lavoro volontario di centinaia di persone ed inaugurata il 10 settembre 1960, è diventata patrimonio pubblico con l’avvenuto passaggio di proprietà dall’Associazione che ne deteneva il possesso all’Amministrazione Comunale. Passaggio che doveva essere accettato dal Consiglio.

Ci sono voluti oltre dieci anni, con varie proposte ed avvicinamenti, progetti cominciati e qualche incomprensione, ma finalmente si è portato a termine questo iter che vede aumentare il patrimonio dell’Amministrazione, anche se l’edificio è da parecchio tempo in stato di abbandono.

Cosa succederà ora? Un problema in più per l’Amministrazione? Soldi pubblici che verranno spesi inutilmente?

Non a mio avviso. Era giusto e doveroso accettare la proposta di donazione a titolo gratuito da parte dell’Associazione. Era giusto farlo nei confronti dei cittadini che si sono impegnati in quell’opera, di quello che è un simbolo dell’intera comunità. Quello che succederà ora dipenderà, oltre che dalle disponibilità economiche del Comune, soprattutto dalla volontà dei cittadini, quelli di oggi, che avranno il compito e la possibilità, come allora, di partecipare tutti assieme alla realizzazione di qualcosa di importante per Terzo di Aquileia.

Un unico rammarico per le opposizioni, che non hanno voluto prendersi la responsabilità dell’accettazione. Hanno votato contro un ordine del giorno, in precedenza condiviso, che impegnava il Comune a portare avanti progetti per l’aggregazione della comunità e si sono auto-escluse da un progetto che vedeva anche loro coinvolte per la valorizzazione dell’intera area, e non solo della Sala. Un’occasione persa per dimostrarsi maturi.

Qui sotto riporto quello che è stato il mio intervento in Consiglio.

 

Egr. Sindaco, Egr. Consiglieri, Egr. Segretario,

devo essere sincero, sono molto felice di essere qui questa sera. Vorrei congratularmi, a nome del Partito che rappresento, con l’Amministrazione comunale ed in particolare con il Sindaco per il risultato importante che questa Assemblea quest’oggi ottiene e per il passo che finalmente l’intera nostra comunità si appresta a compiere, con l’acquisizione, l’accettazione a titolo gratuito, di un simbolo qual è la Ex-Sala Nuova.

Sala che, sapete meglio di me, è stata costruita interamente con il lavoro volontario di giovani donne e uomini, che portavano allora con sé l’entusiasmo e la convinzione di un orizzonte comune, di uno sforzo collettivo rivolto verso la speranza di una società che doveva essere più equa e più giusta.

Quel entusiasmo, quella visione collettiva, quel senso civico che oggi purtroppo manca e che è causa della continua e inesorabile disgregazione sociale a cui stiamo assistendo, talvolta purtroppo inermi.

E allora ribadisco la bontà del progetto che sta alla base di questa acquisizione. Un progetto che oggi come allora ha il compito di avvicinare i cittadini ad un fine comune, ad una condivisione di intenti.

Da casa di un popolo che la Guerra fredda aveva costretto all’interno dei confini di un partito politico, ma che la realtà delle cose, e l’inclusività di quel partito in queste terre, rendeva di fatto bene comune, a bene che finalmente e definitivamente diventa a tutti gli effetti comune grazie alla generosità dell’attuale proprietà, l’Associazione «il Centro del Tempo», erede di quel partito e di quella storia, che fin dall’inizio ha condiviso il progetto e accompagnato l’Amninistrazione in questo storico risultato.

Allora a nome del Partito Democratico, erede anch’esso di quella tradizione, rispettoso della propria storia e delle proprie origini, mi sento in dovere di ricordare tutti quelli, e sono tanti, che hanno materialmente, con fatica e sudore, contribuito alla costruzione della Sala Nuova, tutti quelli che avrebbero voluto esser qui presenti ad assistere a questo momento e purtroppo non ci sono. Tutti quelli che hanno vissuto e lottato per una comunità più unita, per una società più giusta, per i diritti dei propri figli e nipoti, e che si riconoscevano nel forte valore simbolico che la sala rappresentava e rappresenta tutt’ora.

Se nel momento della costruzione, negli anni 50 e 60, la partecipazione era concreta, tangibile, materiale, oggi nuove e diverse concezioni della partecipazione devono essere prese in considerazione. E se una volta si partecipava «battendo giù i pali» per le fondamenta o portando carri di ghiaia oggi necessariamente il coinvolgimento deve riguardare le idee e le proposte che animano la nuova società. Proposte che devono essere di tutti, minoranze comprese, perché solamente una partecipazione effettiva e non di facciata rispetta oggi le volontà insite in questo edificio, in questo simbolo. Nessuno deve rimanere escluso da questo progetto.

Mi auguro che si attui una partecipazione vera ed inclusiva, tenendo conto anche di quella che è la letteratura scientifica al riguardo. Progettazione partecipata, democrazia deliberativa, processi partecipativi sono termini di cui in troppi in questi tempi si riempiono la bocca, spesso per seguire dei facili consensi lasciando poi perdere il significato reale. La bellezza della progettazione partecipata infatti è data dal fatto che non si sa bene di preciso dove ti condurrà il processo perché non vengono prese decisioni a tavolino, a priori. Il risultato verrà dai cittadini che prenderanno parte alla deliberazione e il risultato più grande, al di là della costruzione dell’edificio, si vedrà proprio nella partecipazione stessa delle persone.

Non vorrei che si creassero delle minoranze isolate in posizioni intransigenti e distruttive. Non vorrei che le minoranze rappresentate in questo Consiglio rifiutassero a priori la possibilità di sedersi attorno ad un tavolo. Vorrei piuttosto che si prendessero a cuore non tanto la mera ristrutturazione di un edificio ma la valorizzazione strutturale e architettonica di una parte fondamentale per lo sviluppo e l’immagine del nostro Paese.

Nel congratularmi, dunque, con l’Amministrazione voglio cogliere l’occasione per un augurio affinché si possa raggiungere tutti assieme l’obiettivo che ci siamo posti.

Sono sicuro che la nostra comunità saprà cogliere ed affrontare positivamente questa nuova sfida, come già ha dimostrato di saper fare in passato, e come in passato riuscirà a guardare più in là rispetto a quello che è l’orizzonte del quotidiano, andando ben oltre le paure e le incertezze che gli scenari attuali, putroppo, ci offrono.

Ringrazio dunque nuovamente l’Amministrazione e la proprietà dell’immobile, l’Associazione il Centro del Tempo, per il raggiungimento di questo risultato e spero che anche i gruppi consiliari Per Terzo e Nuova Terzo vogliano farne parte.

Terzo di Aquileia lì, 30 settembre 2013