Saper leggere e scrivere (e altri vari anticorpi)

Il passaggio fondamentale di questa intervista, ed emblematico più in generale della vicenda di Cambridge Analytica (al di là dei dati presi e utilizzati più o meno legalmente), è questo:

«If you want to change politics you first have to change culture because politics flows from culture and so what I said is that if you want to change culture, you have to first understand what the units of culture are. People are the units of culture. So if you want to change politics, you first have to change people to change the culture».

Che forse è un po’ banale, lo sapevamo già. La televisione generalista degli anni ’80 e ’90 (e prima ancora la radio e la stampa) ha cambiato le culture nazionali, prima ancora che la politica, ma la natura stessa del mezzo disegnava i confini e ne limitava gli effetti. Ora abbiamo questa cosa qui, e il fatto che utilizzino i nostri dati è una cosa secondaria rispetto al sapere in che modo i cambiamenti culturali possono e potranno avvenire ed essere manipolati a livello globale, se non abbiamo gli anticorpi (culturali) giusti.

 

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Saggezza popolare

Ieri, sistemando tavoli e panche ad Aquileia, un signore m’ha detto (ovviamente in friulano): «Stiamo lavorando per niente, domani sarà bello come oggi. Non dovevate rimandare la festa con la Serracchiani. Voi che vi fidate dei computer e dell’internet!»

Se invece cominciassimo a fidarci di più di giovani e di nuove tecnologie forse potremmo avere anche qualche risultato elettorale. Con tutto il rispetto per la saggezza popolare.