We go high

«How we insist that the hateful language they hear from public figures on TV does not represent the true spirit of this country.
How we explain that when someone is cruel or acts like a bully, you don’t stoop to their level. No, our motto is, when they go low, we go high».

When they go low, we go high.

@FLOTUS

The 2016 Democratic National Convention

U.S. First Lady Michelle Obama waves while arriving on stage during the Democratic National Convention (DNC) in Philadelphia, Pennsylvania, U.S., on Monday, July 25, 2016. The Democratic National Committee gloated as Republicans struggled to project unity during the party’s national convention, but they are now facing a similar problem after their leader resigned on the eve of their own gathering. Photographer: Daniel Acker/Bloomberg via Getty Images

Il discorso integrale
Read Michelle Obama’s Emotional Speech at the Democratic Convention


E se costruissimo una città?

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E’ da un po’ di tempo che ci penso, se sia il caso o meno di scrivere questo pezzo. Ma credo sia giunto il momento, perché a pensare troppo si rischia di dimenticarsi del motivo per cui si è cominciato a farlo. E quel motivo, e quel tempo, non possiamo più permetterci di perderlo. E poi, a dirla tutta, per fare un po’ di politica, perché è quello che stiamo cercando di fare, in fin dei conti.

Una città, dicevo. Si, una di quelle di piccole dimensioni, da 25/30 mila abitanti, che è ciò che poi già siamo, senza esagerare. Chi sa da dove vengo probabilmente ha già capito di cosa stia parlando, probabilmente se l’è già immaginata, o forse no. Ma il concetto è semplice. Viviamo in un territorio – quello che ruota attorno a Cervignano – omogeneo e compatto, geograficamente e culturalmente, composto da paesi di dimensioni più o meno simile, e tutti chiaramente piccoli, troppo piccoli.

Si fa un gran discutere delle dimensioni ideali per gestire un territorio, per garantire servizi adeguati, per poter sviluppare politiche e progetti, per poter vivere, sostanzialmente. E i Comuni attuali, per come sono pensati, ovvero per come sono stati pensati mezzo secolo fa, non sono più adeguati a rispondere alle richieste e alle aspettative del tempo in cui stiamo vivendo. Del resto chiunque abiti in uno dei piccoli comuni disposti attorno a Cervignano, nella cosiddetta Bassa friulana orientale, vive già, e già da anni, in maniera sovra-comunale: i figli vanno a scuola in un Comune, la palestra o l’attività sportiva si fa in un altro, il dottore è nell’altro ancora, e la propria abitazione è in uno ancora diverso, e così via. Siamo abituati a ragionare al di sopra dei singoli confini amministrativi dei Comuni per ogni nostra attività quotidiana, ma non ci siamo mai posti il problema di una gestione coerente e comune del territorio che calpestiamo ogni giorno. Davvero è così difficile? E’ impensabile?

E’ una proposta che qualcuno ha già avuto modo di ascoltare, ormai più di un anno fa, e che mi piacerebbe arrivasse a più persone. Per discuterne, per criticarla, per farne emergere i lati deboli. Per creare un po’ di entusiasmo.

Certo, è una cosa complicata, si vanno a toccare interessi particolari, a modificare troppe abitudini. Perché creare un comune unico che comprenda i sette comuni che da oltre dieci anni, ormai, fanno parte della Associazione Intercomunale del Cervignanese, nello specifico Cervignano, Aquileia, Terzo di Aquileia, Fiumicello, Ruda, Campolongo-Tapogliano e Villa Vicentina, è un cambio totale di paradigma, un cambio nel modo in cui intendiamo lo spazio dove si svolgono le nostre vite. In cui lo percepiamo, non come lo viviamo.

In totale si raggiungerebbero i 30 mila abitanti, più o meno; come una piccola cittadina, diffusa, rurale, e sarebbe una dimensione adeguata per poter gestire in maniera coerente lo sviluppo economico e sociale, per proporre progetti ambiziosi, per fornire servizi adeguati. Qual è, in fin dei conti, il compito della politica se non quello di cambiare, ridisegnare, costruire un territorio, fornire proposte, nuove soluzioni a problemi vecchi, proporre idee innovative (?) e tracciare la strada da seguire? Offrire una visione, uno scenario da costruire assieme.

Da due anni, ormai, ho l’opportunità di servire la mia comunità, e vedo, in maniera sempre più palese, che le cose così come stanno non possono funzionare. Sarà sicuramente anche incapacità mia, e di altri, ma un Comune funziona, e da’ risposte, e da’ servizi, se la parte amministrativa funziona bene, non solamente quella politica. E un ente con meno di tremila abitanti, con risorse e personale limitato, non è in grado di assolvere a quel compito, e a tutti quei compiti a cui deve dar conto, ora. Forse era in grado di farlo vent’anni fa (ma ho i miei dubbi), forse lo potrà fare in futuro, se ci riempiranno di soldi e personale (e ho nuovamente alcuni dubbi), di certo non ora, nella situazione in cui ci troviamo.

Nello specifico, pensare ad un trasporto pubblico efficiente, metter mano alle scuole, sistemare gli impianti sportivi (che sono alcune delle cose di cui dovrei, e mi piacerebbe, potermi occupare) sono tutte cose che un comune come il mio, per quanto i conti siano in ordine e il bilancio sano (fin troppo!) oggi come oggi non è più in grado di fare. E lo dico in maniera lucida, non rassegnata.

Compito nostro allora è ripensare alla struttura, riformare ciò che non va. E i comuni, così come stanno ora non funzionano più. C’è bisogno di coraggio, ma è questione anche di fiducia, di condivisione, di partecipazione.

Una città da 30 mila abitanti è una cosa che non può nascere in vitro, nel “segreto” dei Consigli comunali. Deve essere volontà e convinzione da parte di tutti, o almeno della maggioranza di quei tutti.

La riforma degli Enti Locali, che con mille difficoltà sta andando avanti, da’ una serie di risposte a tutto questo. Bene le UTI, a livello di servizi e pianificazione territoriale, ma andiamo avanti anche sulle fusioni. Lo stanno facendo altrove, noi guardiamo ancora alle punte dei campanili.

E’ chiaro che una cosa così non la si farà domani, e spero di non aver spaventato nessuno.

Però mi piacerebbe poter cominciare a tracciare una strada che vada in quella direzione. E ad esempio proporre una fusione tra i comuni di Terzo e di Aquileia non mi pare una cosa irraggiungibile. Si potrebbe fare entro la conclusione di questo mandato elettorale (2019). Che facciamo, ne parliamo? Io sono qui, scrivetemi pure (continfrancesco@gmail.com).

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La democrazia, in sintesi

Il nuovo testo del ddl Cirinnà farà pure cagare ma il discorso è sempre lo stesso. 

Viviamo in un Paese in cui Alfano da solo prende più voti di Sel (o quanto meno c’ha più senatori che gli vanno dietro), e un terzo dell’elettorato ha delegato in sua rappresentanza una forza antisistema e antidemocratica che fa le battaglie sulle forme (a loro dire antisistemiche e antidemocratiche) che la maggioranza usa per evitare l’ostruzionismo parlamentare – e non sulla sostanza. Il restante terzo lasciamolo stare, và. 

Davvero, cosa possiamo pretendere?

[Perdonate l’immagine. E’ un po’ forte, ma rende l’idea]  


E che moda

Il padrone del secondo partito d’Italia l’altro ieri ha detto più o meno così: «Elimineremo la corruzione con l’onestà».

E poi ci lamentiamo per le dichiarazioni di Miss Italia, che almeno era lì per altro.

La banalità andrà di moda, o forse non è mai passata.


Che peccato, Fassina.

Spiace per Fassina, com’è dispiaciuto per Civati. Però sono uscite (soprattutto questa) ascrivibili alla sfera della sopravvivenza politica. Ovvero, è più facile aver ragione, e dimostrarlo, quando si è in pochi piuttosto che convincere i molti della bontà delle proprie idee.

Ps. Abbiamo perso molti elettori e – purtroppo – pochi dirigenti quando il responsabile economico del partito era il sopracitato. Ahimè.


Che cos’è la Politica?

Se un giorno qualcuno dovesse chiedermi – non so per quale motivo – che cosa significhi per me la politica spero di ricordarmi di questa frase di John Kerry, detta in questi giorni di negoziati a Losanna, tra Iran e nucleare. Né più, né meno.

«Simply demanding that Iran capitulate makes a nice soundbite, but it’s not a policy. It is not a realistic plan».

Chiedere all’Iran di capitolare è una bella frase, ma non è politica. Non è un programma realistico.

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foto @corriereit


Alcune cose (belle) che non leggerete mai. Sul Messaggero Veneto

Ovvero: niente scandali, o violenza, o gente morta, o veli a scuola, o bambini di colore, o scippi nel metrò di Parigi. Tutte cose che hanno avuto più spazio di ciò che segue.

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Sarò veloce, passerò via breve. Solo che ci tengo a far sapere ad un pubblico un po’ più ampio di me stesso che cosa stiamo facendo nella Scuola di Terzo di Aquileia. E lo farò per punti, in modo da non annoiare nessuno, solo informazioni.

– il 13 marzo scorso, in occasione del P-greco Day, abbiamo (e dico abbiamo perché c’è lo zampino dei due Assessori under 30) organizzato a Scuola la prima Festa della Matematica.

– E’ mancato circa un anno fa un grande insegnante, una figura storica del tempo pieno a Terzo di Aquileia, il Maestro Piero Buosi che dal 1972 al 2004 ha dedicato tutto sé stesso ai bambini e alla scuola del nostro paese. La gara di matematica è stata pensata anche per lui, in suo ricordo.

– Oggi, venerdì 27 marzo, alle 11.30 a Scuola premieremo i bambini, divisi in gruppi e per età, vincitori della gara e ricorderemo il Maestro Buosi.

– La scuola sarà aperta ai genitori, per vedere i risultati dei giochi e i cartelloni preparati dai bambini, dalle 16.30 alle 17 dei giorni 27, 30, 31 marzo e 1 aprile, al termine delle lezioni.

– Comincerà lunedì 30 un corso di coding e programmazione per i bambini delle classi 3, 4 e 5. Voluto dal Comune, completamente gratuito e libero, con il prezioso supporto di alcuni volenterosi (e volontari) genitori e insegnanti della scuola. (Non fa notizia, ma dovrebbe farla).

– Al termine del corso organizzeremo un Coderdojo, probabilmente il 23 maggio. Che cos’è un Coderdojo?

– Ci tenevo a far sapere che la scuola, la nostra scuola, è aperta. Al mondo e alle associazioni. L’Auser ad esempio ha cominciato e terminerà la settimana prossima il secondo corso di informatica per over 65, visto il grande successo riscontrato durante il primo, e altri e nuovi progetti sono in cantiere per coinvolgere gli anziani e le nuove generazioni. Ma di questo ne parleremo la prossima volta.

– Ah si, ci sarebbe anche un mio virgolettato su quanto sia fondamentale far capire ai ragazzi l’importanza della logica e della programmazione per i loro futuri lavori, anche se non saranno ingegneri o programmatori. Ma questo non pretendo faccia notizia.

Tutto qui, sette semplici informazioni – senza scalpore – condensate in un comunicato stampa che allego qui sotto e che mai vedrà pubblicazione (se non nel piccolo riquadro cerchiato in rosso qui sopra). Sarebbe stato bello condividere queste cose, almeno in parte, con i miei concittadini e con voi, visto che poi tutti dicono che le cose si fanno ma non si riesce mai a farle sapere. Ecco, forse è il caso che vada a farmi derubare in qualche mezzo pubblico di qualche grande città.

 

L’ARTICOLO ORIGINALE.

Si svolgeranno venerdì 27 marzo alle 11.30, con la presenza degli Amministratori e della Dirigente scolastica, le premiazioni della “Festa della Matematica” organizzata il 13 marzo scorso nella scuola primaria di Terzo di Aquileia, in occasione della “Giornata mondiale della matematica – Pi greco Day” (14 marzo). La manifestazione, che ha visto coinvolti tutti i bambini delle dieci classi in una serie di gare a squadre con giochi di logica, organizzata con il duplice obiettivo di incoraggiare bambini e ragazzi allo studio della matematica attraverso esperienze motivanti e divertenti, ha rappresentato anche un’occasione per un ricordo e un omaggio al compianto Maestro Pierluigi Buosi, scomparso lo scorso anno, storico insegnante di matematica a Terzo di Aquileia, dall’origine della scuola a tempo pieno, nel 1972/73, per 32 anni fino al 2004, anno in cui è andato in pensione. L’iniziativa, nata e sviluppata dalla Maestra Miriam Pravisani, moglie del maestro e anch’essa insegnante alla scuola di Terzo, e dai due giovani Assessori comunali all’istruzione e alla cultura, Francesco Contin e Giulia Bidut, si concluderà con la mostra dei lavori svolti dai ragazzi, aperta ai genitori dalle 16.30 alle 17 dei giorni 27, 30, 31 marzo e 1 aprile.

Comincerà invece il 30 marzo un corso dedicato ai bambini delle classi terze, quarte e quinte, organizzato dal Comune con l’aiuto di alcuni genitori e insegnanti volontari sulla logica e il pensiero computazionale, in cui verranno insegnate le regole base dell’utilizzo del computer e i principi del coding e della programmazione, al termine del quale verrà organizzato un Coderdojo, un incontro aperto e gratuito in cui bambini e ragazzi di età compresa tra i 7 e 14 anni imparano a programmare, sviluppare siti web, app e giochi, divertendosi (info su www.coderdojofvg.it). Francesco Contin, assessore all’istruzione e innovazione, e Digital Champion locale spiega: «E’ fondamentale far capire ai nostri ragazzi l’importanza della logica e della programmazione, soprattutto in un Mondo che sta correndo velocemente in questa direzione. Non è necessario che tutti diventino ingegneri o esperti programmatori, ma i lavori del futuro saranno tutti fortemente influenzati dall’informatica e dall’utilizzo del digitale. A Terzo di Aquileia vogliamo dar la possibilità ai bambini di conoscere questi argomenti e di appassionarsi a queste cose, è un’opportunità che va colta per affrontare meglio il futuro».

L’attività all’interno della scuola non si esaurisce qui. Da quest’anno infatti l’aula informatica è aperta alle associazioni. L’Auser ad esempio comincerà in settimana il secondo corso di informatica per over 65, visto il grande successo riscontrato durante il primo, e nuovi progetti sono in cantiere per coinvolgere gli anziani e le nuove generazioni.