Una lotta impari

Mi è stato chiesto di moderare un dibattito sulla Costituzione, ieri, e devo dire che l’ho fatto molto volentieri, cercando il maggior equilibrio possibile, anche se per forza di cose complicato.
Ho notato una disparità, implicita, di fondo, tra i due relatori nel difendere le proprie posizioni. Da un lato vi era la spiegazione e la difesa di un testo – necessariamente non perfetto, frutto di compromessi e mediazioni, com’è la politica – messo nero su bianco. Dall’altro non una difesa dell’attuale ma un rimando ad altri mondi possibili e a soluzioni certamente migliori, ma non reali, che creano aspettative ancora maggiori nella testa di chi ascolta.

Come si può dialogare sullo stesso piano, come può esserci un confronto equo, tra il reale e il perfetto?

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