Integralismi e libertà di critica

E’ due giorni che ci penso, e fortunatamente c’è Luca Sofri, come spesso, a venirmi in soccorso ed aiutare la riflessione.

Ne ho lette parecchie di cose in questi giorni, anche da parte di giornalisti che ritengo bravi e preparati, e che leggo volentieri. Non vorrei che venisse, però, confusa la libertà di stampa con la libertà di fare tutto. Con il prendersi la libertà di poter dire e fare ciò che si vuole. Perché in tanti abbiamo criticato le vignette di Chab, alcuni anni fa, come anche quelle danesi dello Jyllands-Posten, come anche la maglietta di Calderoli. Che sono sì cose estremamente differenti, ma che riguardano sempre scelte libere e non sempre condivisibili. 

Per cui oggi è giusto pubblicare quelle vignette per rivendicare la libertà dell’Occidente, per rivendicare la massima aspirazione al pluralismo, il valore assoluto della laicità, ma non abusiamone. E soprattutto non confondiamo censura e repressione. La provocazione fine a se stessa non è un atto di libertà, anzi, spesso è mistificazione. E non definirei un buon modo per esprimere la libertà di stampa la scelta ignobile della prima pagina di Libero di oggi, ad esempio.

Oggi sì, oggi siamo tutti Charlie, ma non lo siamo sempre stati e soprattutto ci prendiamo e lo faremo anche in futuro la libertà di critica se qualcosa non va bene, «è innegabile che vediamo spesso contenuti di satira che troviamo stupidi, deplorevoli o esercizio di routine professionale da parte dei loro autori: non fanno ridere, non fanno pensare, non fanno capire, al massimo segnano il punto per una curva. Come può avvenire per un articolo, un libro, un film, eccetera: libertà è anche libertà di criticare la satira».

Perché la lotta non è tra Oriente e Occidente, non è tra culture, e nemmeno tra religioni. La guerra che dobbiamo combattere è tra gli integralismi e la laicità, tra il fanatico e il democratico. Tra chi si prende la libertà di fare tutto, in nome di un dio o di un blog (poco importa), e chi mette al primo posto il rispetto per l’altro.

Vorrei un Mondo fondato sul rispetto, più che sulla libertà fine a se stessa.

#‎JeSuisCharlie‬

Charliehebdo

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