Un momento storico per Terzo di Aquileia

Il Consiglio Comunale di ieri, 30 settembre 2013, ha rappresentato un momento storico per la comunità di Terzo di Aquileia. La vecchia ‘Casa della Cultura e della Ricreazione’, o ‘Sala Nuova’ (ormai conosciuta da tutti come ex-Sala Nuova), costruita negli anni ’50 con il lavoro volontario di centinaia di persone ed inaugurata il 10 settembre 1960, è diventata patrimonio pubblico con l’avvenuto passaggio di proprietà dall’Associazione che ne deteneva il possesso all’Amministrazione Comunale. Passaggio che doveva essere accettato dal Consiglio.

Ci sono voluti oltre dieci anni, con varie proposte ed avvicinamenti, progetti cominciati e qualche incomprensione, ma finalmente si è portato a termine questo iter che vede aumentare il patrimonio dell’Amministrazione, anche se l’edificio è da parecchio tempo in stato di abbandono.

Cosa succederà ora? Un problema in più per l’Amministrazione? Soldi pubblici che verranno spesi inutilmente?

Non a mio avviso. Era giusto e doveroso accettare la proposta di donazione a titolo gratuito da parte dell’Associazione. Era giusto farlo nei confronti dei cittadini che si sono impegnati in quell’opera, di quello che è un simbolo dell’intera comunità. Quello che succederà ora dipenderà, oltre che dalle disponibilità economiche del Comune, soprattutto dalla volontà dei cittadini, quelli di oggi, che avranno il compito e la possibilità, come allora, di partecipare tutti assieme alla realizzazione di qualcosa di importante per Terzo di Aquileia.

Un unico rammarico per le opposizioni, che non hanno voluto prendersi la responsabilità dell’accettazione. Hanno votato contro un ordine del giorno, in precedenza condiviso, che impegnava il Comune a portare avanti progetti per l’aggregazione della comunità e si sono auto-escluse da un progetto che vedeva anche loro coinvolte per la valorizzazione dell’intera area, e non solo della Sala. Un’occasione persa per dimostrarsi maturi.

Qui sotto riporto quello che è stato il mio intervento in Consiglio.

 

Egr. Sindaco, Egr. Consiglieri, Egr. Segretario,

devo essere sincero, sono molto felice di essere qui questa sera. Vorrei congratularmi, a nome del Partito che rappresento, con l’Amministrazione comunale ed in particolare con il Sindaco per il risultato importante che questa Assemblea quest’oggi ottiene e per il passo che finalmente l’intera nostra comunità si appresta a compiere, con l’acquisizione, l’accettazione a titolo gratuito, di un simbolo qual è la Ex-Sala Nuova.

Sala che, sapete meglio di me, è stata costruita interamente con il lavoro volontario di giovani donne e uomini, che portavano allora con sé l’entusiasmo e la convinzione di un orizzonte comune, di uno sforzo collettivo rivolto verso la speranza di una società che doveva essere più equa e più giusta.

Quel entusiasmo, quella visione collettiva, quel senso civico che oggi purtroppo manca e che è causa della continua e inesorabile disgregazione sociale a cui stiamo assistendo, talvolta purtroppo inermi.

E allora ribadisco la bontà del progetto che sta alla base di questa acquisizione. Un progetto che oggi come allora ha il compito di avvicinare i cittadini ad un fine comune, ad una condivisione di intenti.

Da casa di un popolo che la Guerra fredda aveva costretto all’interno dei confini di un partito politico, ma che la realtà delle cose, e l’inclusività di quel partito in queste terre, rendeva di fatto bene comune, a bene che finalmente e definitivamente diventa a tutti gli effetti comune grazie alla generosità dell’attuale proprietà, l’Associazione «il Centro del Tempo», erede di quel partito e di quella storia, che fin dall’inizio ha condiviso il progetto e accompagnato l’Amninistrazione in questo storico risultato.

Allora a nome del Partito Democratico, erede anch’esso di quella tradizione, rispettoso della propria storia e delle proprie origini, mi sento in dovere di ricordare tutti quelli, e sono tanti, che hanno materialmente, con fatica e sudore, contribuito alla costruzione della Sala Nuova, tutti quelli che avrebbero voluto esser qui presenti ad assistere a questo momento e purtroppo non ci sono. Tutti quelli che hanno vissuto e lottato per una comunità più unita, per una società più giusta, per i diritti dei propri figli e nipoti, e che si riconoscevano nel forte valore simbolico che la sala rappresentava e rappresenta tutt’ora.

Se nel momento della costruzione, negli anni 50 e 60, la partecipazione era concreta, tangibile, materiale, oggi nuove e diverse concezioni della partecipazione devono essere prese in considerazione. E se una volta si partecipava «battendo giù i pali» per le fondamenta o portando carri di ghiaia oggi necessariamente il coinvolgimento deve riguardare le idee e le proposte che animano la nuova società. Proposte che devono essere di tutti, minoranze comprese, perché solamente una partecipazione effettiva e non di facciata rispetta oggi le volontà insite in questo edificio, in questo simbolo. Nessuno deve rimanere escluso da questo progetto.

Mi auguro che si attui una partecipazione vera ed inclusiva, tenendo conto anche di quella che è la letteratura scientifica al riguardo. Progettazione partecipata, democrazia deliberativa, processi partecipativi sono termini di cui in troppi in questi tempi si riempiono la bocca, spesso per seguire dei facili consensi lasciando poi perdere il significato reale. La bellezza della progettazione partecipata infatti è data dal fatto che non si sa bene di preciso dove ti condurrà il processo perché non vengono prese decisioni a tavolino, a priori. Il risultato verrà dai cittadini che prenderanno parte alla deliberazione e il risultato più grande, al di là della costruzione dell’edificio, si vedrà proprio nella partecipazione stessa delle persone.

Non vorrei che si creassero delle minoranze isolate in posizioni intransigenti e distruttive. Non vorrei che le minoranze rappresentate in questo Consiglio rifiutassero a priori la possibilità di sedersi attorno ad un tavolo. Vorrei piuttosto che si prendessero a cuore non tanto la mera ristrutturazione di un edificio ma la valorizzazione strutturale e architettonica di una parte fondamentale per lo sviluppo e l’immagine del nostro Paese.

Nel congratularmi, dunque, con l’Amministrazione voglio cogliere l’occasione per un augurio affinché si possa raggiungere tutti assieme l’obiettivo che ci siamo posti.

Sono sicuro che la nostra comunità saprà cogliere ed affrontare positivamente questa nuova sfida, come già ha dimostrato di saper fare in passato, e come in passato riuscirà a guardare più in là rispetto a quello che è l’orizzonte del quotidiano, andando ben oltre le paure e le incertezze che gli scenari attuali, putroppo, ci offrono.

Ringrazio dunque nuovamente l’Amministrazione e la proprietà dell’immobile, l’Associazione il Centro del Tempo, per il raggiungimento di questo risultato e spero che anche i gruppi consiliari Per Terzo e Nuova Terzo vogliano farne parte.

Terzo di Aquileia lì, 30 settembre 2013

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